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Cos'è la fiera della parola
LA FILOSOFIA
La fiera della parola è un evento culturale organizzato dall'Archivio Storico Olivetti in uno spazio aperto alle esperienze sociali, culturali, artistiche, imprenditoriali, senza specifici temi e contenuti, ma con lo scopo di restituire valore e senso alla parola e al linguaggio.
E' uno spazio libero dove ogni interprete può presentare la sua mercanzia creativa ed attrarre il visitatore (il passante) con la forza della sua proposta e del suo progetto, proprio come in una fiera.
L'Archivio Storico Olivetti intende riproporre con realismo lo stile Olivetti, fatto di progetto e di cultura, uno stile riconosciuto a livello mondiale al di là della vicenda storica di una delle più significative esperienze industriali del XX secolo.

E' vero che l'Archivio Storico Olivetti è uno dei più prestigiosi Archivi d'Impresa esistenti?
È vero, e la ragione sta nel suo immenso ed originale patrimonio culturale.
Che in sintesi estrema significa "stile olivettiano", progetto e responsabilità, creatività e valori.
E cos'è la fiera della parola?
È l'Archivio Storico Olivetti che si apre al Territorio per proporre e dialogare con realtà creative (giovani, imprese, cultura,…) sensibili ai valori portanti della Società e segnate dal gusto della progettazione.
Difficile compito in una Società che è invece segnata dall'ansia del "taglio".
Una Società che "taglia" su tutto, taglia sui valori e taglia posti di lavoro, che abbassa sempre più l'asta degli ostacoli (taglia) perché è in affanno e non ce la fa, che raschia il fondo del barile (ha già tagliato il tagliabile), che "taglia" i grandi obbiettivi per accontentarsi di più facili scorciatoie, che fugge (taglia) dall'impegno e dalla serietà, che non investe (taglia) sul futuro dei giovani, che sta "mangiando" (taglia) il patrimonio accumulato negli anni,...
E allora?
E allora l'ottava edizione della fiera della parola si pone in contro-tendenza, "scende" in Città, e chiama alcune tra le più significative Realtà del Territorio... che non si arrendono e che insistono nella progettazione in senso lato, che hanno fede nel futuro e nei valori che hanno senso.
Perché alla Società serve una reazione saggia, non servono "tagli" al ribasso.
Alla Società servono progetti e valori.
Perciò, venite alla fiera della parola, troverete gente che non ha nessuna voglia di "tagliare".

L'OTTAVA EDIZIONE
Queste, le linee guida e le novità dell'ottava edizione.
La fiera della parola insiste... parole per progettare. Progetti concreti,... dalle parole ai fatti.
La fiera della parola continua a proporsi come fiera e non come festival, con il coinvolgimento del Territorio nelle sue forme più creative e più sensibili al suo sviluppo responsabile.
La fiera della parola intende far conoscere il patrimonio archivistico olivettiano, vera ricchezza del Territorio, testimonianza di una vicenda industriale studiata e (ri)considerata per le sue peculiarità.
La fiera della parola coinvolge Personalità che per competenza riconosciuta descrivano specifiche "parole che servono", una sorta di dizionario per parole che hanno un senso e un valore per la quotidianità.
La fiera della parola coinvolge Scuole, Giovani, Associazioni, Personalità della cultura, Volontariato, Ospedale, Carcere, Categorie Professionali, Istituzioni, Attori di varia matrice.
La fiera della parola percorre sentieri sensibili: lavoro, legalità, ambiente, integrazione, etica, emarginazione, cultura. Anche attraverso una selezione ragionata delle proposte e dei progetti.
La fiera della parola non ha un'impronta elitaria: il Pubblico dialoga con l'Esperto, le Entità del Territorio dialogano e fanno rete, ritmi e spazi sono a misura d'uomo, l'ascolto e la lentezza creano le condizioni per riscopre parole che servono e che servono per progettare.
La fiera della parola nella sua edizione 2011 offre uno spazio singolare alle celebrazioni dei "150 anni dell'Unità d'Italia" con testimonianze originali della Olivetti di inizio XX secolo.
La fiera della parola allarga il suo raggio d'azione, con programmi che si sviluppano sia a Villa Casana che nella Città e nei Comuni della cintura con ridotta presenza nel Parco e maggior utilizzo di Spazi della Città, un "kilometro zero culturale" che faciliti una fruizione più ampia.

UN'INSTALLAZIONE nel parco di Villa Casana
C'è qualcosa di nuovo quest'anno nel Parco di Villa Casana.
Una "istallazione" o, meglio, una "ambientazione" che non vuole essere solo un intervento estetico. Certo, il paesaggio subisce una modifica ma nello stesso tempo si offre al razionale, alla metafora che segna l'ottava edizione della fiera della parola.
Nel Parco è caduto un bell'esemplare di bagolaro. Fin troppo facile, si taglia e si destina al caminetto. C'è da stupirsi? No.
Non è forse la nostra Società che cerca vie facili e poco impegnative?… che tutto taglia?
E' l'intera Società che "taglia" su tutto, dai posti di lavoro ai valori. E' una Società che stenta, che rallenta i suoi passi, che sembra non avere fantasia.
La Società stancamente cade come è caduto il bagolaro. Eppure la fiera della parola prende l'albero caduto e cerca di ridargli una vita, un nuovo ruolo, usa la fantasia per un messaggio di reazione in contro-tendenza rispetto alla mentalità che segna i nostri tempi. L'albero avrà una nuova funzione, diventerà una immaginifica e colorata istallazione che farà nuovo l'albero e l'ambiente.
E' un (piccolo) segno (metafora) di reazione (sogno e speranza).
L'istallazione "sempre devi avere in mente Itaca" viene inaugurata venerdì 3 giugno e arricchita da generosi interventi di Oliviero Corbetta, e Pamela Guglielmetti.
E' l'occasione per vedere qualcosa di nuovo nel Parco di Villa Casana.
E per ragionarci su.
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